Lusso per pochi o per molti? L’università.
L’argomento università viene fortemente dibattuto in questi giorni.
Secondo le statistiche, gli iscritti dell’ultimo anno sono in evidente calo rispetto agli anni precedenti. Si torna a parlare di privilegi concessi ai ricchi, in quanto i poveri, anche per colpa dell’attuale crisi, non possono permettersi di sostenere gli alti costi di una permanenza di anni all’università.
E’ vero che a tutti dovrebbe essere concesso di terminare gli studi. Gli ultimi anni hanno però dimostrato che, molto spesso, una laurea non mette al riparo dalla disoccupazione e dalle difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro. L’aspettativa di un laureato, rispetto a quella di un diplomato, è giustamente maggiore. Ma spesso proprio la laurea e l’aspettativa sono quelle che frenano i datori di lavoro nella scelta a favore di un laureato.
Il pensiero di chi scrive è sempre stato che l’università dovrebbe essere frequentata solo da coloro che sono arsi dal sacro fuoco per un qualsiasi indirizzo. Molti vogliono una laurea unicamente per gratificare i genitori, oltre che sé stessi. La facoltà viene decisa secondo le previsioni occupazionali a medio termine. Personalmente, e non sono laureata, frequenterei l’università solo per desiderio di sapere e per crescere nella conoscenza. In questo caso sarebbe un lusso per pochi.

