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Il lusso e la solidarietà
Nello scorrere le pagine di internet sono incappata in un’informazione, il cui titolo diceva che la solidarietà non è un lusso. La lettura di quel testo mi faceva capire che si sarebbe tenuto un convegno per illustrare l’attuale situazione haitiana e la necessità di proteggere i minori nel Centro America.
Non ho niente da eccepire sull’argomento e neppure sulle finalità del convegno.
Ho però fatto un paio di riflessioni, del tutto personali, su quanto riguarda la situazione relativa alla solidarietà, da dimostrare a chi ha bisogno.
La prima cosa che mi viene in mente è che, invece di parlare, bisognerebbe che tutti, dico tutti, mettessero mano al portafoglio e contribuissero subito in ragione delle proprie possibilità.
Chi organizza tali convegni ha certamente già contribuito in solido ad aiutare i derelitti, ma spesso si ha la sensazione che qualcuno si erga ad insegnare il cammino da percorrere, affinché lo percorrano gli altri. Si facciano grandi discorsi su ciò che si dovrebbe fare, ma che poi pochissimi faranno.
Nel frattempo i centri congressuali, e tutto ciò che ruota intorno ad essi, avranno visto l’aumento dei propri fatturato. Quel denaro sarebbe meglio servito alla causa che si è pubblicizzata con il congresso. E il lusso di quello spreco i bisognosi non possono permetterselo.
Scacchi: un gioco per molti, a volte un lusso per pochi
L’origine del gioco degli scacchi si perde nella notte dei tempi, anche se in Europa la loro diffusione risale a pochi anni dopo lo scoccare del millennio.
Partendo dalla Spagna, a quel tempo sotto il dominio arabo, il gioco si propagò nei paesi limitrofi e nell’Europa Centrale. A quell’epoca le regole non erano ancora stabilite e, per la durata di circa cinque secoli, si susseguirono definizioni, aggiustamenti, evoluzioni. Dalla fine del quindicesimo secolo presero l’avvio delle regole ben precise che, nonostante alcune varianti, rimasero simili a quelle odierne. Anzi, le attuali regole del gioco provengono proprio da una delle varianti di quell’epoca.
Il gioco è, come prezzo, abbordabile da tutti, però è molto complesso, necessita di profonda riflessione, di strategie, di elaborazioni. Non tutti sono quindi in grado di giocarlo. Ci vogliono menti raffinate per fare un buon giocatore di scacchi.
Le scacchiere ed i relativi pezzi possono essere eseguite in una grande molteplicità di materiali. Si parte infatti da pietra, metallo, vetro e cuoio, fino ad arrivare al legno o alla plastica. Se i primi materiali sono usati per lo più per la preparazione di elementi decorativi, i secondi vengono usati nella quotidianità di una partita.
Ma per qualcuno c’è sempre la possibilità di stupirsi e di ammirare delle esecuzioni di lusso, che fanno di questi oggetti, qualcosa alla portata di pochissimi. Come ad esempio una scacchiera realizzata sulla superficie di un tavolino, per la quale un noto scultore ha creato dei pezzi, che rievocano guerrieri e situazioni medievali. Sono in bronzo, con placcature in oro o argento ed hanno un costo di ottantamila Euro. Si tratta proprio di lusso esclusivo.
Il concetto del lusso
Parlando con più persone circa il concetto e la definizione del lusso, vengono date interpretazioni individuali, che non hanno somiglianza l’una con l’altra.
C’è chi ritiene che sia lusso avere una bella casa, arredata con mobili molto costosi e prodotti da prestigiose marche. Altri ritengono invece che, sull’argomento casa, sia lusso avere sì bei mobili, ma magari antichi, eventualmente completati da oggetti di squisita fattura e tramandati da diverse generazioni. Altra interpretazione del lusso nella casa può essere costituita da accessori di pregio, da biancheria raffinata, da apparecchi elettrici ed elettronici di ultima generazione, e via dicendo.
Questa diversa interpretazione per una singola situazione può ripetersi anche per gli altri importanti e notevoli beni di lusso.
Il lusso può essere però definito anche in modo astratto, per cui una persona può concedersi, rispetto ai più, maggior tempo per letture, hobbies, divertimenti, vacanze, passeggiate, viaggi, attività di palestra. Escludendo da questa categoria i famosi ricchi, si può ritenere che simili privilegi siano il risultato di un precedente duro lavoro oppure della furbizia di qualche sfaticata persona, che vive alle spalle degli altri.
Chi scrive ha una vita normale. Vive in un ambiente normale, con gli agi normali. Ha sempre lavorato tanto ed il lusso non ha mai saputo cosa fosse.
Però ha deciso, in questi ultimi tempi, di partecipare a dei corsi mensili per apprendere l’arte del “cranio-sacrale”. I corsi vengono tenuti a non più di dieci persone alla volta. In un contesto ambientale stupendo. Con un insegnante veramente esperto, che offre anche un cibo macrobiotico, la cui qualità è raramente riscontrabile nei migliori ristoranti. Bene, al termine di una delle giornate di studio e di applicazione, il concetto di lusso è risultato molto evidente: godimento di un privilegio di lusso estremo, di quelli destinati ai pochissimi. L’appagamento però non era derivato da questo motivo, bensì dallo stare veramente bene.
