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Le piastrelle di famosi marchi sono da considerarsi un lusso accessibile?

Al giorno d’oggi le piastrelle sono parte integrante di una nuova abitazione. Ma ci sono piastrelle e piastrelle.

Si passa da quelle semplici, pur belle, che sono inserite nei capitolati delle nuove costruzioni di interi quartieri, a quelle stupende e particolari che ornano ambienti di lusso. Poiché la concorrenza fra le aziende produttrici viene esercitata non solo attraverso il prezzo, ma anche e soprattutto per mezzo della qualità, ne consegue che, praticamente, non esiste quasi più materiale qualitativamente scarso.

E’ chiaro che i marchi famosi hanno una produzione improntata maggiormente al lusso. Cercano di rendere accessibili i prezzi attraverso le varie serie, in modo da rendere più ampio possibile il numero dei clienti, che si avvicina a questi prodotti di pregio. Al di là del desiderio di identificarsi come appartenente ad una classe superiore, la clientela tende ad acquistare piastrelle di lusso, molto resistenti e facili da mantenere, oltre che estremamente raffinate, per il valido motivo di bellezza e comfort.

La fantasia dei produttori è veramente senza limiti e ciò rafforza nei clienti il desiderio di possedere qualcosa di diverso dal solito (un esempio per uscire dal tradizionale: piastrelle in cuoio, che donano un particolare colore e calore alla casa). Si tratta certamente di un lusso. Ma è accessibile o no?

Lusso per pochi o per molti? L’università.

L’argomento università viene fortemente dibattuto in questi giorni.

Secondo le statistiche, gli iscritti dell’ultimo anno sono in evidente calo rispetto agli anni precedenti. Si torna a parlare di privilegi concessi ai ricchi, in quanto i poveri, anche per colpa dell’attuale crisi, non possono permettersi di sostenere gli alti costi di una permanenza di anni all’università.

E’ vero che a tutti dovrebbe essere concesso di terminare gli studi. Gli ultimi anni hanno però dimostrato che, molto spesso, una laurea non mette al riparo dalla disoccupazione e dalle difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro. L’aspettativa di un laureato, rispetto a quella di un diplomato, è giustamente maggiore. Ma spesso proprio la laurea e l’aspettativa sono quelle che frenano i datori di lavoro nella scelta a favore di un laureato.

Il pensiero di chi scrive è sempre stato che l’università dovrebbe essere frequentata solo da coloro che sono arsi dal sacro fuoco per un qualsiasi indirizzo. Molti vogliono una laurea unicamente per gratificare i genitori, oltre che sé stessi. La facoltà viene decisa secondo le previsioni occupazionali a medio termine. Personalmente, e non sono laureata, frequenterei l’università solo per desiderio di sapere e per crescere nella conoscenza. In questo caso sarebbe un lusso per pochi.

Il lusso come sistema di vita

Basta sfogliare una rivista qualsiasi e da ogni pagina pubblicitaria parte una ‘istigazione’ al lusso.

Ho sentito diverse donne dire (ma penso che anche parecchi uomini la pensino così) che tutto ciò che vedono pubblicizzato, ma proprio tutto, lo acquisterebbero ben volentieri, se potessero. Abbigliamento, profumi, arredamento, auto, materiale per hobbies, tecnologia…tutto. Non per cattiveria, ma mi viene da dire: “Per fortuna non possono”.

Personalmente credo che una vita vissuta solo nel lusso (anche se non estremo) porti ad un allontanamento progressivo dalla realtà quotidiana.
Questa è fatta certamente anche di belle case, negozi alla moda, ambienti e circoli esclusivi, avvenimenti esclusivi e via dicendo, ma soprattutto dell’operosità di tantissima gente, che vive ogni giorno per la pura sopravvivenza.

Il distacco fra queste due tipologie di realtà aumenta di giorno in giorno. Ci si rende sempre più conto del fatto che coloro che vivono nel lusso non vedono neppure gli altri. E che gli altri non vedono i primi, soprattutto perché non hanno neppure il tempo di guardarli.

La sensazione che si prova, guardando da fuori questa situazione, è che chi ha assunto il lusso come sistema di vita tenda a perdere di vista le regole, la giustizia, l’equità, ma soprattutto l’umanità e l’altruismo.

Non so se da queste poche righe si capisce che il lusso non mi attrae. Grazie, mi basta quel poco che ho.

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